Sono la Parca che decide i suoi ultimi istanti, suo malgrado il suo dio, anche suo agguato.
Infatti ora ti scorgo fronte al vento profilo allineato all'orizzonte terra straniera a chi non ti conosce a me sublime senso d'infinito.
Se non mi vedo sfilaccio frange passamanerie sudate la poltrona che zoppica da un lato anch'io è il mio braccio sinistro che s'impenna un'ala rotta mi sbilancia il passo se mi affaccio a me tessa esisto solo dal torace ai piedi non posso mai vedere.
Decodificando Godot Siamo arrivati fin qui noi che giocavamo con la sabbia i trenini di latta le bambole di pezza noi che nessuno c'insegnò a barare seduti composti taciturni - son discorsi da grandi - le malizie sostavano in cortile in trecce scarmigliate ciuffi rimessi.
Candidi i miei capelli Candidi i miei capelli sul mio viso di cera e il fuoco e il vento non ci saranno a farmi compagnia Sarà la fredda notte a ricoprire di silenzio le stanze che mi videro danza e segno e sangue.No, resto qui con loro.Con_sensi Sonnecchia le gambe già ricovero ai sensi affiorano torpore mani quelle dei giochi a buccia persa labbradicorallo t'appartiene nel sogno e solo in quello ti traccia amore intorno, t'incatena Non puoi lasciarti andare eppure se ti adagi e circonflesso respiri il tuo sentore,.Frequentava il silenzio tra le favole morte, un nome fatto lapide nel campo dei sospiri, e se di lama trancia la rosa, non importa quanto ne resti di profumo tra le dita.E non reclamo segni d'altra fatta ho disgiunto gli effetti dalle cause così semplicemente sgombro il suolo.Fiera di lontananze selvatico il suo andare gli occhi color tempesta scrutavano le foglie un varco d'aria.Ho bisogno di ossigeno e di comode scarpe per il guado suole di gomma i sassi non avvertono.In punta di piedi In punta di piedi, alla porta del tempo ho bussato, mai voce che alcuno potesse sentire.Stranariva la notte schermo dacqua non c'era ghiaia soltanto una tastiera sul bavero del sonno.Notifica a ciel sereno che tu deponga adesso Vita il tuo sorriso da gioconda alle ferite accorrerei lo stesso, e se la lente in cui guardavo il microcosmo dei fatti secondari telecharger texas poker sur pc le azioni scaturite dai condotti in cui scrutai l'ignoto si annerisse te lo direi.Accompagna il mio ritmo in alghe e diatomee bollicine di luce l'abat-jour disegna l'onda prossima al lenzuolo.I miei versi farò bruciare agli angoli di strade, andrò spargendo lacrime e poesia, per un tozzo di pane.



La regina della notte Scrivo per chi non taglia l'acqua con le mani affonda e non ha voce stoppie nella sua gola sottoriva all'orecchio del gelo scrivo per lei che tace in doppia solitudine d'insenature e di colline lanterne in fitta alberatura ciafciaf scarpe.
Il pino sul balcone traccia di sé gli infissi smussa i riquadri e fende la cornice intorno nubifragi di fantasmi raccolti in questi letti e il dirottare di pensieri altrove.
Io mi prometto il prossimo mattino.
Soft mi raccontavo storie - verrò col vento che respira gli alberi percorrerò le vene degli addii - mi sentivo al sicuro e scivolavo negli imbuti senza un gradino a freno - godetevi il tepore dell'esserci a voi stessi - non lo saprete mai quanto.Il nome tuo io lo portavo indosso scritto di vita in vita nel diamante nel segreto di cuspidi e menhir e poi tornavo e ritornavo ancora ti cercavo nei luoghi che più amavo in ogni mio possibile ricordo il tuo sguardo damore in ogni sguardo.E per confine il mai Potrei assopirmi per varcare gesti"diani il tonfo di un saluto lanciato a picco nelle fenditure oltre lo schermo piatto mescolo il cielo al blu del calendario e mi trapassa il petto quella lama a filo un grido -.Dite forse un nome o raggiungete un argine d'addio o assicurate un'ancora sul fondo?Nei singoli granelli mi compatta il desiderio di restare ancora.A saperlo han detto che un sentimento vero grida allora forse questo mio tacere è un amore da poco Riflesso marginale avevo appreso a vivere di lato tendevo a spostarmi oltre il confine tralasciando bagagli e non guadavo specchi mi tenevo a distanza dagli appigli.



Non quando vola e nemmeno posata sull'acanto dei capitelli, quando osserva il saltellare, il gracidar di rane, le capriole delle cerve in amore.
Sala d'attesa Piega a destra la strada che porta alla sala d'attesa poltrone similpelle nere stampe Monet sulle pareti grigie e lì seduti a pazientare tanti quelli che ad occhi stinti sui fondali di questa scena trita pesci rossi senz'acqua, hanno imparato a simulare l'anima.
Mi obblighi a sentire tempie pulsanti palpiti asincronici, esigi soluzioni, invece le mie mani preferiscono invii di gesti del colore del sangue e della notte.